Sul concetto di efficacia organizzativa

 

Il rapporto funzionale fra individuo e gruppo – elemento costitutivo di ogni organizzazione – attraversa due dimensioni che interagiscono incessantemente fra loro: quella emotivo/motivazionale, che fa leva sulle competenze relazionali e comunicative e che contribuisce al mantenimento del clima positivo all’interno del gruppo, e quella strategica, che mobilita le capacità/competenze tecniche ed è in primo luogo orientata al compito. L’insieme di queste due componenti determina il grado di efficacia di un’organizzazione. Il costrutto dell’efficacia è una lente preziosa per leggere le possibilità di successo di un team. Se è vero che, nell’ambito della prestazione individuale, la convinzione di essere in grado di governare le situazioni si traduce in un vantaggio significativo ai fini della valorizzazione delle proprie capacità, è anche vero, tuttavia, che, nei contesti in cui il singolo si trova a operare insieme ad altri, le convinzioni di efficacia personale possono determinare la prestazione solo in parte. In tali contesti, sono le convinzioni di efficacia collettiva a risultare determinanti per il successo dell’organizzazione – come dimostrato da Stajkovic e Lee  in una loro celebre ricerca -, ovvero le convinzioni di essere in grado collettivamente di realizzare gli obiettivi, di padroneggiare le circostanze e di saper fronteggiare le difficoltà che possono insorgere. Le convinzioni di efficacia collettiva si fondano, sostanzialmente, sulla percezione che il singolo ha delle relazioni e delle prestazioni dei compagni. In questo senso, esse misurano sia l'impegno che il legame con il gruppo; le persone, infatti, si sentono tanto più legate al gruppo quanto più la loro convinzione di essere soggettivamente adeguate si associa alla convinzione che l'organizzazione nel suo complesso sia in grado di supportarle. Nel rugby questo insieme di considerazioni è riassunto nel concetto di sostegno. 

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